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Rinasce il giro di sicilia

Rinasce il giro di sicilia

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venerdì, 01 febbraio 2019
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Il ciclismo che conta torna sull’isola. Si correrà ad Aprile.

Il Giro di Sicilia è finalmente realtà. L’Unione ciclistica internazionale l’ha inserito nel
calendario delle corse del 2019 (categoria 2.1). Ad organizzare l’evento sarà Rcs Sport, che non ha
bisogno di presentazioni per quanto riguarda gli eventi sportivi (già mamma del giro d’Italia). Ci
sono le date d’inizio e fine, dal 3 al 6 aprile. Da scoprire, ancora, le tappe e i partecipanti a una
corsa che ritorna a vivere dopo 25 anni.

Giro d'Italia - Stage Three
L’ultima edizione di questa manifestazione si corse infatti nel 1994, si chiamava Settimana ciclistica internazionale (dal 1984 al 1994 appunto, si fece in Sicilia). La
prima edizione del Giro di Sicilia originale è più antica del Giro d’Italia stesso, esattamente di due
anni prima, del 1907. Fu vinta da Carlo Galetti (vincitore poi di tre Giri d’Italia, due individuali e
uno a squadre con l’Atala) che precedette Luigi Ganna, storico vincitore del primo Giro d’Italia,
quello del 1909. Galetti vinse anche nel 1908 e poi ci fu la prima lunga sospensione della corsa
siciliana che fino al 1947 ricomparve a singhiozzo per sole altre cinque volte.
Le due Guerre hanno sicuramente influito nella discontinuità e infatti, nel 1948, si ritornò a correre
sulle strade siciliane. Campioni di grande nome tornarono ad arricchire l’albo d’oro della corsa.
Nelle edizioni successive furono diversi i campioni che presero parte all’evento. Basti ricordare i
successi di Roger De Vlaeminck nel 1974 e Beppe Saronni nel 1977. Con la denominazione di
Settimana ciclistica internazionale ci fu continuità organizzativa e ancora i grandi campioni delle
due ruote a sfidarsi sull’isola. Moreno Argentin nell’84 e nel ‘92, il compianto LaurentFignon nel
1985, ancora Saronni nel 1986 e poi Michele Bartoli, Rolf Sorensen, Adriano Baffi e Phil Anderson.
La Settimana ciclistica internazionale però salutò la Sicilia dopo il 1994 e adesso è nota agli appassionati come Settimana internazionale di Coppi e Bartali. Si svolge sempre al Nord però.
La storia si ripete e qualcuno, ancora una volta, si è accorto delle potenzialità della Sicilia. Il clima,
la morfologia e la bellezza del territorio sono punti a favore di una corsa che partirà con una
categoria forse inferiore a quella cui potrebbe ambire. Meglio essere cauti e fare le cose per bene
per non bruciare opportunità. Per gli appassionati siciliani che negli ultimi due anni hanno invaso i
percorsi del Giro d’Italia, per i giovani ciclisti che hanno un’opportunità in più per vedere all’opera
i loro campioni, per l’indotto che una manifestazione internazionale può generare, per le strutture
ricettive, per gli stessi ciclisti professionisti che in quel periodo potranno scegliere una corsa nuova
e per i corridori isolani che hanno fatto gioire l’Italia intera in questi anni. Ci voleva!

Francesco De Michele

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