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Sky lascia il ciclismo, addio alle corse dopo otto anni di successi

Sky lascia il ciclismo, addio alle corse dopo otto anni di successi

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venerdì, 14 dicembre 2018
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Grazie ad un badget quasi illimitato ha ingaggiato i migliori, da Wiggins a Froome.

89fa7fddbed8370362439cede2430813_169_lIn otto stagioni ha vinto tutto (sei degli ultimi otto tour de France), ha rivoluzionato la storia del ciclismo, scatenando cosi polemiche fra tifosi ed avversari. A sorpresa però è arrivato (o quasi) il momento di calare il sipario. La Sky lascia cosi il ciclismo dopo aver debuttato nel 2010. Ad annunciarlo Jeremy Darroch, chief executive del colosso multimediale britannico «Orgogliosi di aver vinto ma soprattutto di aver ispirato ragazzi e adulti a pedalare, siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo nella nostra storia». Con un budget astronomico, di quasi 40 milioni di euro a stagione, il doppio dei team più ricchi del world tour, Sky si è sempre potuta permettere il privilegio di ingaggiare i migliori fuoriclasse sul mercato, assicurando loro stipendi da capogiro, alcuni di loro “relegati” al ruolo di gregari. Atleti che, in altri team avrebbero potuto ricoprire senz’altro il ruolo di capitano. La serie di vittorie alla Gran Boucle comincia nel 2012 con Bradley Wiggins (vincitore del primo Tour nel 2012), proseguita con i quattro successi in terra francese di Chris Froome e con quello, lo scorso luglio, del terzo inglese Geraint Thomas.

Solo Vincenzo Nibali è riuscito nel 2014, ad interrompere il domino assoluto del team britannico nelle strade francesi. Sky ha anche vinto il giro d’Italia e la Vuelta di Spagna, ma solo due «classiche monumento»: la Sanremo con Kwiatkowski nel 2017 e la Liegi con Poels nel 2016. Accanto ai numerosi successi, non sono di fatto mancate anche le polemiche, a partire dal presunto (ma mai dimostrato) doping farmacologico (la vicenda dei pacchi contenenti farmaci proibiti destinati a Wiggins) e tecnologico (leggi motorini nella bici). Il boss Dave Brailsford ha annunciato di essere molto ottimista sulla possibilità di trovare un altro partner, ma ottenere una sponsorizzazione per somme così importanti non sarà certo una passeggiata. Nel frattempo ci sarà da onorare la stagione 2019 e decidere chi, tra Thomas e Froome, sarà il leader per il prossimo Tour de France.

Francesco De Michele

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