ASCOLTA LA TUA RADIO PREFERITA CLICCANDO SUI PULSANTI A DESTRA DEL PLAYER! Caricamento in corso...
CLOUDBUSTING
LA MUSICA NEL TEMPO: IL RITORNO DEL VINILE

LA MUSICA NEL TEMPO: IL RITORNO DEL VINILE

 Vota!
107
0
martedì, 04 dicembre 2018
Ultime News

La nostra collezione a Radio Amore.

La musica è il rifugio di ogni anima, dalla più tormentata alla più gioiosa, impossibile per chiunque dire il contrario. Come ci insegnano, però, nulla resta mai uguale nel tempo, tutto si modifica di continuo, tutto fa i conti con il progresso. Così, mentre nel tempo cambiavano le anime, anche la musica cambiava con loro. Eppure (soprattutto noi giovani), non ci siamo forse mai fermati più di tanto a pensare come la musica, fonte inesauribile di ispirazione, strumento di “evasione” dal mondo, sia potuta cambiare nel tempo. Siamo talmente abituati alle playlist già confezionate di Spotify, che ci sembrano remoti i tempi in cui si registravano i Cd direttamente dai nostri computer; quasi preistoria oggetti come i masterizzatori, ancor prima dell’arrivo dell’Mp3, quando quei piccoli dischi grigi e riflettenti riuscivano a contenere a malapena 12-13 brani.

Nostalgia canaglia, direbbe qualcuno, ma non è forse fondamentale imparare da ciò che è stato?

Allora proviamo a fare un salto ancora più indietro nel tempo. Torniamo ai tempi in cui c’era un solo vero protagonista: simbolo iconico di un’era ormai passata, oggi oggetto vintage dal sapore un po’ retrò… 

il Vinile.IMG_9808

Era il 1895 quando il primo 78 giri mosse i primi passi nel mondo commerciale della musica: realizzato in gommalacca, 30 centimetri di larghezza, 360 grammi di peso. Una cinquantina di anni più avanti, arrivano poi i più leggeri e maneggevoli 33 e 45 giri, quelli che con buona probabilità i nostri genitori tengono gelosamente conservati come cimeli in qualche angolo remoto della casa, con tanto di copertina originale che “guai chi la tocca”.

A parte qualche genitore dalla vena nostalgica, però, c’è ancora qualcuno tra gli “addetti ai lavori” che tenta di custodire con cura un oggetto che forse non è più solo di nicchia, e che, piano piano, sta tornando prepotente nel mondo della musica. La nostra sede di Radio Amore di Messina, infatti, è uno degli scrigni di questi immensi tesori. Insieme ad oggetti multimediali di ogni tipo (vintage e non), in mezzo alle consolle, ai microfoni e alle telecamere, c’è una delle più grandi collezioni di Vinili e Cd che io abbia mai visto (ed è forse una delle prime cose che mi colpì la prima volta che misi piede in radio, ndr). Mina, Battisti, Venditti, i Bee Gees, Bob Marley, i Queen, sono solo alcuni dei grandi nomi che si possono trovare, per non parlare dei pezzi di storia degli anni 90 e 2000, Take That, Backstreet Boys, Vasco. Un’intera parete dedicata alla storia della musica italiana ed internazionale, un sogno ad occhi aperti per gli appassionati come me.

La musica, però,IMG_9815 nel frattempo si è digitalizzata: le comodissime playlist già composte che sembra quasi che ci conoscano, le piccole pen-drive, che senza fatica portiamo ovunque e ascoltiamo in ogni momento, perfino in macchina. Tutto molto pratico, veloce, facile, eppure, non serve un orecchio particolarmente attento per percepire la differenza di suono. Inconfondibile, ampio, pulito, naturale, il suono della riproduzione di un vinile non può di certo essere paragonato ad una riproduzione casuale delle playlist dei nostri smartphone, e non solo per gli estimatori.

Anche il mondo della musica, infatti, sta piano piano tornando sui propri passi, e non sono pochi, ormai, i gruppi emergenti e non solo, che, presi dalla nostalgia o più semplicemente consci della ciclicità del tempo, tornano ad incidere sui supporti in vinile. Dato il cambiamento degli strumenti di registrazione e delle tecnologie impiegate, è pur vero che un vinile moderno difficilmente riuscirà ad eguagliare un suo antenato degli anni 70-80, tuttavia una nuova strada è stata solcata, o per meglio dire “incisa”.IMG_9811

La musica, in fondo, resta una delle poche cose che riesce ad accomunare ogni tipo di persona, e non soltanto chi, come noi che lavoriamo in una radio, ci ha a che fare quotidianamente.

Diva Famà

 

 

share

Comments are closed.

Radio Amore Menu